Eccone un altro. Un altro giornalista, collaboratore, che per aver detto e scritto la verità ed aver avuto la "sfrontatezza" di pubblicarla pure in un libro adesso, a 29 anni, si ritrova sotto scorta. 
Il giornalista Giovanni Tizian (collaboratore della Gazzetta di Modena e delle testate web Linkiesta e Narcomafie) è da quinidici giorni sotto scorta a causa delle minacce mafiose ricevute. La notizia trapela proprio nel periodo in cui Tizian, che da anni firma inchieste sulle infiltrazioni al Nord, sta presentando il libro 'Gotica': trecento pagine sul radicamento in Settentrione di mafia, 'ndrangheta e camorra.
Un libro che analizza l'influenza e la presenza della criminalità organizzata soprattutto nel tessuto economico.  Le forze dell'ordine hanno attivato la scorta per tutelare e proteggere il 29enne, nato in Calabria e residente da anni a Modena, e per fare in modo che il giornalista possa proseguire il suo lavoro.
Le inchieste di Tizian (il libro è un po' una 'summa' dei suoi lavori) hanno dato un forte contributo a scoperchiare l'invasione dei Casalesi nella provincia modenese.
E ancora: 
"Giovanni Tizian ha una storia personale e familiare che non si può e non si deve dimenticare: è arrivato a Modena a 12 anni, costretto a lasciare la Calabria, dove è nato, con quel che restava della sua famiglia, dopo l'incendio che ha distrutto la fabbrica del nonno e, a seguire, l'assassinio, per mano della 'ndrangheta, di suo padre, Giuseppe Tizian, funzionario del Monte Paschi di Siena a Locri".

Il libro lo trovate a questo indirizzo.

Su Twitter è attivo un hashtag #nonlasciamolosolo che credo la dica lunga. Io, nel mio piccolo, mi compro il libro e lo farò comprare.

Anche se il voltastomaco per tutto questo schifo credo che durerà a lungo perché come Tizian ce ne sono tanti altri. 

Vergogna. 

Update: è attiva la campagna "Io mi chiamo Giovanni Tizian"

Ecco un'intervista a Giovanni Tizian. 


Il sottosegretario all'editoria Carlo Malinconico si è dimesso. E vedi un po'. Della vicenda della vacanza pagata da altri potete leggere qui. In questi giorni, però, è stato interessante vedere come (almeno fino a ieri) molti giornali italiani tra cui anche Repubblica che su questi argomenti è sempre stata, giustamente, puntuale abbiano mantenuto un profilo piuttosto basso. 

Fatto spiegabile con il ruolo di presidente della Fieg (federazione degli editori) ricoperto da Malinconico fino a prima della "chiamata" di Monti. Evidentemente De Benedetti, Caltagirone e company non volevano bastonare troppo l'amichetto di tante marachelle.

Tanto per farvi capire chi è Malinconico. Questo personaggio, durante il dibattito pubblico che si tenne a Firenze per la creazione della carta deontologica in favore dei giornalisti precari, di fronte a giornalisti sottopagati anche a 2 euro ad articolo per scrivere, magari, di camorra alla domanda "Secondo lei 50 centesimi ad articolo è dignità?" Rispose così: "Beh, bisogna vedere di che pezzo si tratta...". 

Scusatemi, quindi, se io e altre migliaia di colleghi dopo aver tremato alla sua nomina oggi festeggiamo.
Il post che ho scritto ieri su come è cambiata la nostra vita con Facebook ha "provocato" la risposta, che vi invito a leggere per intero nei commenti, di Pikadilly. Bell'intervento con un pezzo che, secondo me, è azzeccato.

"Stesso discorso vale per internet. Prima ne avevamo poco e per un tempo limitato (56k docet), adesso lo abbiamo ovunque e dovunque, ma avere il cellulare connesso 24h su 24 e postare ogni tanto qualche frase non vuol dire vivere connessi, vuol dire solo avere una connessione nel cellulare e scrivere qualche frase ogni tanto, non siamo noi ad essere connessi, è il cellulare. E' come avere un frigo, lui è freddo tutto il giorno, ma noi il freddo lo sentiamo solo quelle volte che lo apriamo".
Sull'inserto La Lettura del Corriere c'è un bel pezzo di Nathan Jurgenson sull'evoluzione della nostra percezione del tempo e della vita con l'avvento di Facebook. 

A me ha colpito particolarmente questo passaggio: 

"Oggi c’è il pericolo di acquisire un «occhio da Facebook»: il nostro cervello è sempre alla ricerca delle occasioni in cui il volatile momento dell’esperienza vissuta possa essere meglio tradotto in un post su Facebook, in un messaggio che possa attrarre il maggior numero di commenti e di gradimenti. Facebook fissa sempre il presente come un passato futuro. Con questo voglio dire che gli utenti dei social media sono sempre consapevoli che il presente è qualcosa che si può pubblicare online e che sarà consumato da altri. Siamo così presi dal pubblicare la nostra vita su Facebook da dimenticarci di viverla nel presente?

Succede anche a me, lo ammetto, ma vedo che diventa sempre più una costante nelle persone che mi circondano e in questo credo che gli smartphone abbiano un bel pezzo di responsabilità. 
Siamo davvero diventati così dipendenti dalla condivisione compulsiva della nostra vita quotidiana?
E, soprattutto, è qualcosa di cui ci dobbiamo preoccupare oppure è la naturale evoluzione di un'esistenza sempre più digitale?

Torna a vivere l'Avanti! È online e lo dirigerà Giampiero Marrazzo.

“Il mio impegno verso tutti i lettori e le lettrici - sottolinea il neo direttore - è soprattutto per dare un’altra voce a chiunque abbia la necessità di non sentirsi isolato rispetto la sua idea di sociale. Per tutti coloro che vivono sul territorio e che vedono quotidianamente notizie a cui andrebbe data la giusta attenzione e su cui far riflettere chi siede poltrone non più inamovibili, per tornare a far fare il proprio mestiere a chi era stato destituito nell’immaginario collettivo di qualsiasi rispettosità, istituzionalità e affidabilità. Ecco, per tutti questi riapre l’Avanti!”
(Agi)


Mentre Natalino Balasso sfotte lo spot del Frecciarossa di Trenitalia (tanto contestato per aver messo una famiglia di immigrati nella classe standard) anche sulla tratta ferroviaria Fr5 Civitavecchia - Roma Termini hanno il loro bel da fare.

Il Comitato dei Pendolari ha denunciato una discriminazione tra donne di diversa età (trovate qui l'intero accaduto). 

Questa la parte cruciale.
"Alle due signore adulte e mature sedute sul lato opposto del vagone, rispetto alla bella signorina, che mostravano il titolo di viaggio non timbrato perché salite anche loro a Civitavecchia (dove le obliteratrici erano rotte stessa situazione della giovane ragazza, nda), il capotreno si è dimostrato molto professionale, rigido sul regolamento ed inamovibile. Non ha concesso lo stesso trattamento della ragazza o dell'extracomunitario, infatti ha richiesto da subito i documenti (prontamente forniti dalle signore) forse per accertare se le signore veramente erano residenti a Civitavecchia e quindi vero che fossero salite lì con il problema della timbratrice fuori uso. Ma in realtà era solo per acquisire i dati da riportare sul verbale commissionato di euro 50 per mancata timbratura e mancata comunicazione immediata a lui. Neanche la proposta delle signore di scendere alla fermata successiva come fatto per lo straniero per evitare la multa e' stata concessa alle due povere sventurate".

Ecco, non dovrei perché su questo giornale ci scrivo anche se non nell'edizione oggetto del "fattaccio". Però... se non la pubblicavo non ci dormivo. L'ho detto.
Sedici blogger per sostenere Wikipedia. L'iniziativa, di cui vi avevo già parlato, è diventata realtà in questi giorni con il libro "In a Wiki Wonderland - Insieme, in aiuto a Wikipedia" antologia curata da Carolina Venturini (che ha dato vita all'iniziativa sul suo blog) che raccoglie i racconti di sedici blogger italiani tra i quali anche il sottoscritto... 

Il costo del libro è di 2 Euro per il formato ebook e di 6 Euro in formato cartaceo e, con la collaborazione di Ebook Vanilla, tutti gli incassi saranno interamente devoluti in favore di Wikipedia che, come saprete, non se la passa granché bene. 

Questi sono i nomi degli autori: Annamaria Catalano, Carolina Venturini, Damiano Celestini, Doc, Dzhyggit, Elisabetta Raviola, Emanuele Secco, Fabio Bogliotti, Graziella Carletti, Lena Ceglia, Maria Cinus, Maria D'Asaro, Mia, Sonia Petroni, Veronica Mondelli, Vele Ivy, Wiska 1953  

Il mio s'intitola Joyeux Noël è un racconto natalizio e, pensa te, si trova a pagina 25. 

Su La7 il 30 dicembre è andato in onda "Finale di partita" un riassunto fico assai del 2011 visto da Diego Bianchi aka Zoro. Pubblicato il video integrale. Non perdetevelo. 

Pensare che volevo solo cazzeggiare un po' con blogger. Nel gennaio del 2008 non sapevo minimamente cosa sarebbe diventato questo spazio. Volevo solo esercitarmi un po' con un blog, scrivere qualche minchiata (obiettivo pienamente raggiunto mi pare...) e pubblicare qualche video. 

Invece eccoci qui dopo quattro anni con Il Rompiblog che ora ha un suo dominio, tre colonne e un gruppetto di affezionati lettori che, clamorosamente, aumenta. Alla fine questo giochetto ha portato a 69.853 visite e 98.700 pagine visitate per un totale di 635 post scritti, anzi con questo 636. 

Come accennato nei saluti di fine 2011 voglio cominciare il nuovo anno con qualche novità anche per farmi perdonare l'assenza della prima parte dell'anno appena trascorso. 
È attiva, la vedete anche sulla colonna di destra, una pagina facebook del blog, in più conto a breve di modificare in parte la grafica del sito. 

Quanto ai contenuti si darà più spazio ai libri con una, se non due rubriche settimanali. 
Per il resto su queste pagine web si continuerà a parlare del mondo dell'informazione e dell'editoria, di social network, di blog, di attualità e di qualsiasi altra minchiata mi passi per la testa. 

Un piccolo spazio, se non vi dispiace, me lo lascio anche per rendervi partecipi degli appuntamenti dei miei libri o per pubblicare qualche racconto, che non guasta mai. 

Non so, lo dico sinceramente, come ringraziare tutti quelli che continuano a passare da queste parti, ai nuovi che si sono aggiunti e a chi mi ha spesso scritto via email.

Anzi lo so.

GRAZIE