Che volete che vi dica, ormai di notizie del genere se ne leggono di ogni. Non che fatti così non accadessero giorni fa, però si vede che sui giornali questa settimana va di moda parlare di razzismo e la statistica vuole che in mezzo ci finisca sempre qualche leghista. Dopo Borghezio, stavolta tocca al vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che durante la festa della Lega Nord dello scorso 14 settembre è salito sul palco pronunciando il seguente discorso che riporta testualmente la Tribuna di Treviso.


"Popolo della Legaaaa La Lega si è svegliataaaaaa Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il vangelo secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n'è più neanche Uno Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro le televisione i giornali che infangano la Lega. Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c... a quei giornalisti. Non li voglio più vedere... Voglio la rivoluzione contro le prostitute. Anche loro devono pagare le tasse. Tutti pagano le tasse e devono pagarle anche le prostitute. Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie eclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No Vanno a pregare nei desertiiiii Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli ma che vadano a pregare nel deserto. Bastaaaaaa Ho scritto anche al Papa: Islamici, che tornino nei loro paesi. Voglio la rivoluzione contro la magistratura. Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti.


Voglio la rivoluzione contro chi vuole dare la pensione agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie. Sono denari nostriiiiii E io me li tengo. Questo è il vangelo di Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri... Ma non avanzerà niente Voglio la rivoluzione contro i phone center i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moscheeeee Voglio la rivoluzione contro i veli e il burqa delle donne. Io voglio vedere le donne in viso, anche perché dietro il velo ci potrebbe essere un terrorista e avere un mitra in mezzo alle gambe. Che mostrino l'ombelico caso mai....


Ho scritto al presidente della Repubblica che bisogna dare un riconoscimento all'usciere di Ca' Rezzonico che ha vietato l'ingresso alla donna islamica.
Io voglio la rivoluzione contro chi dice che devo mangiarmi la spazzatura di Napoli. Io la prendo e la macino e poi se la devono mangiare loro perché sono loro che l'hanno prodotta Io non lo tollero...Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi. Ho bisogno del popolo leghista.



Queste sono le parole del vangelo secondo Gentilini. Ho bisogno di voi. Statemi vicini. Non voglio vedere questa gente che gira di giorno e di notte. Un abbraccio a tutti, viva la Lega".


La Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per istigazione al razzismo.

Riporto fedelmente da Repubblica.it

di CORRADO ZUNINO

L'outing di Christian Abbiati, portiere del Milan fascista nel privato e ora anche in pubblico, ha allargato praterie di potenziali rivelazioni nel mondo del calcio italiano, da sempre silenziosamente a destra. Quelle parole rimbalzate in tutta Europa - "del fascismo condivido ideali come la patria, i valori della religione cattolica e la capacità di assicurare l'ordine" - sono sottoscritte, oggi, da una crescente platea di calciatori e dirigenti italiani.



La forza delle frasi rivelatrici di un portiere che è abituale frequentatore dei leader di Cuore nero, succursale dell'estremismo nero milanese e luogo di riferimento per gli ultrà dell'Inter, più che nell'indicare il solito revisionismo pret a' porter italiano che vuole un fascismo buono prima del '38 ("rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra", ha detto Abbiati) segnala come anche i calciatori, notoriamente pavidi nelle dichiarazioni, oggi comprendono che queste "verità" si possono finalmente dire: il vento del 2008 non le rende più pericolose per le loro carriere.



Sono diversi i campioni italiani che indossano numeri sinistri e sventolano effigi del Ventennio per poi giustificarsi: "Non lo sapevo". Il portiere Gianluigi Buffon, figlio di famiglia cattolica e impegnata, è stato sorpreso in quattro atti scabrosi. La maglia con il numero 88 che rimandava al funesto "Heil Hitler" segnalata dalla comunità ebraica romana, poi la canottiera vergata di suo pugno con il "Boia chi molla". Nel 2006, durante le feste al Circo Massimo per la vittoria del mondiale, si schierò - mani larghe su una balaustra - davanti allo striscione "Fieri di essere italiani", croce celtica in basso a destra. E i suoi tifosi, gli Arditi della Juventus, un mese fa a Bratislava gli hanno ritmato "Camerata Buffon" ottenendo dal portiere un naturale saluto. Quattro indizi, a questo punto, somigliano a una prova.



Da annoverare tra i fascisti per caso il Fabio Cannavaro capitano della nazionale che a Madrid sventolò un tricolore con un fascio littorio al centro: "Non sono un nostalgico, ma non sono di sinistra", giura adesso. Nel 1997, però, pubblicizzò in radio le prime colonie estive Evita Peron, campi per adolescenti gestiti dalla destra radicale. Il suo procuratore, Gaetano Fedele, assicura: "Un calciatore può essere strumentalizzato inconsapevolmente".



Nella capitale si sta consumando un pericoloso contagio tra la curva della Roma, egemonizzata dalla destra neofascista, e i giovani calciatori romani. Daniele De Rossi, capitan futuro destinato a sostituire Totti, è un simpatizzante di Forza Nuova. E l'altro romanista da nazionale, Alberto Aquilani, colleziona busti del duce - li regala uno zio - mostrando opinioni chiare sugli immigrati in Italia: "Sono solo un problema".



Molti portieri la pensano come Abbiati, poi. L'ex Stefano Tacconi fu coordinatore per la Lombardia del Nuovo Msi-Destra nazionale ed è stato condannato per aver usato tesserini contraffatti giratigli dal faccendiere nero Riccardo Sindoca. Matteo Sereni, figlio della destrissima scuola Lazio, oggi che è portiere del Torino continua a dormire con il busto di Mussolini sulla testiera del letto.



Il problema è che i calciatori navigano dentro un mare di ipocrisia che consente di tenere "Faccetta nera" nella suoneria del cellulare senza provare sensi di colpa. Questione di maestri. L'ex allenatore della Lazio Papadopulo non si è mai preoccupato delle svastiche in curva "perché in campo non vedo oltre la traversa". Spiega Gianluca Falsini, difensore oggi al Padova: "Giocatori di sinistra ce ne sono pochi e la nostalgia per il Ventennio ti viene per colpa dei politici contemporanei". Già. Nel campionato 2007-2008 in campo sono raddoppiati gli episodi di razzismo: sono stati sei. Mario Balotelli, stella emergente dell'Inter, italiano di origini ghanesi, così racconta l'ultima partita contro la Primavera dell'Ascoli: "Dall'inizio alla fine mi hanno detto: "Non esistono neri italiani". Era lo slogan dei fascisti, volevo uscire dal campo".


Per chi fosse nuovo del blog è bene sapere che il Calcetto e le memorabili imprese della squadra in cui gioco hanno sempre avuto, e sempre avranno, grande risalto. Non tanto perché ci gioco io, quanto per il fatto che il mondo ci acclama…


Comunque, lunedì sera è iniziata la stagione dei neonati “Discutibili”, formazione nata dalla fusione tra gli “Incredibili” e gli “Straordinari” (chiamati anche E.Traini, Montenegro ecc…). Due nomi importanti a cui non corrispondevano i risultati sul campo, così abbiamo deciso di volare basso...


Fatto sta che il match d’esordio dei biancoblù è stato travolgente. Nella prima giornata del torneo Aics contro Termoclaudia è arrivato un impensabile 10-3 con cui i Discutibili hanno strapazzato il quintetto avversario. Avversari che potevano contare su un solo elemento insidioso. Niente di tutto ciò ha però scalfito i biancoblù che già alla fine del primo tempo conducevano per 4-1. Nella ripresa il vantaggio è aumentato ulteriormente fino all’8-1 prima di chiudersi sul definitivo 10-3 sbagliando anche un rigore. Difficile, se non impossibile, trovare una falla nella prestazione dei Discutibili che con questo successo fanno già sognare i tifosi. Ottima la prova del portiere Saladini (nuovo acquisto) e dell’altra new entry Cascianelli.



Miglior realizzatore Celestini con quattro centri. Una prova che avrebbe lasciato piacevolmente colpito il tecnico dell’Inter Mourinho che lo vorrebbe al posto di Cruz. Secca la replica del giocatore/blogger: “Mourinho? Conosco Cicinho, Ronaldinho, Toquinho… Non faccio pubblicità a chi non mi paga…”.


Questo il tabellino: Saladini, Serangeli, Ghirga, Bandinu 1, Celestini 4, Cascianelli 3, Mari 2. Ps: se ci sono errori nei gol fatemelo sapere.


LE PAGELLE


Saladini 7: se l’hanno scorso uno dei problemi della formazione era l’assenza di un portiere quest’anno questo ruolo è diventato un punto di forza. Sempre presente e attento. Tarzan.

Serangeli 7: sia in panchina a dirigere, che in campo al centro della difesa gioca in tranquillità e senza timori. Sportivamente risponde ad un avversario che provocava: “Ahò, ma che cazzo voi???”. Coach.

Ghirga 7: sempre costante negli interventi e nel supporto alla squadra. Mantiene la calma ma sotto porta perde lucidità sbagliando anche un rigore. Motorino.

Bandinu 7,5: a vederlo pensi “ma dove va ‘sto secchetto?” ed invece zitto zitto dispensa assist e buon gioco. Surprise.

Celestini 8: questa volta la pagella me la faccio da solo ma attendo volontari. Comunque quattro gol, bene in difesa. Me lo merito l’8 no? Autoreferenziale.

Cascianelli 8,5: nonostante sia costantemente marcato (e picchiato…) da uno alto il doppio di lui lo manda letteralmente al manicomio. In avanti è una boa insostituibile. Cobra.

Mari 7,5: quando parte in velocità non lo fermi nemmeno con le cannonate. Due gol e soprattutto tanti contropiede che hanno intimorito gli avversari. Folletto.


Ed ora appuntamento a lunedì prossimo con la sfida al Torneo dei Rioni dove ci chiamiamo Pirgy (la prendiamo come una specie di Coppa…)



E’ stato, ed è, il tormentone degli ultimi mesi. Il crollo di Alitalia, le cordate, le trattative, i sindacati ecc... Tutti hanno sentito tutti, ogni sindacato (tra 1.569.495 presenti...) ha detto la sua, così come la Cai. In queste ore tutto sembra avviarsi verso la conclusione con la firma di Avia e Sdl. Nessuno, però, ha mai pensato di chiedere il parere a chi l’azienda Alitalia l’ha mandata, la manda e la manderà avanti. I piloti? Direte voi: no. Le hostess? No. Gli aerei. Si, proprio loro. Ed allora il Rompiblog, che dà voce a tutti, ha deciso di intervistarne uno.


Salve, le posso fare qualche domanda?

I-Ich... b-bin... Du b-bist... Er ist... No, no. Proviamo i numeri: eins, zweidrei, vier, fünf, sechs, sieben, acht, neun, zehn”.


Scusi... ma che sta facendo?

“E’? Ah... ehm... no niente... ripassavo il tedesco...”.


Perché?

“Perchè dicono che Lufthansa voglia entrare nella nuova società. Allora per non farmi trovare impreparato...”.


Non è che per caso vuole cambiare compagnia...?

“Chi? Io? Ma no, assolutamente. Sono come i carabinieri: nei secoli fedele”.


Se non sbaglio lei rappresenta altri aerei.

“Si, sono un sindacalista del SAP”.


Sarebbe?

“Sindacato Aerei Precari, diciamo che rappresentiamo... l’ala sinistra della lotta sindacale”.


Come avete vissuto voi aerei tutta questa vicenda?

“Con le turbine che ci giravano e fumavano a go go. Ma lo ha visto che cacchio hanno combinato?”


Chi?

“Tutti! Quelli fanno una società dicendo che salvano la compagnia di bandiera, poi a conti fatti mettono due euro e i debiti li pagate voi italiani. Di quegli altri, tra piloti e personale, non si capisce chi comanda chi: 2000 sigle sindacali per 100 dipendenti”.


Mi sembra arrabbiato...

“Certo che lo sono arrabbiato. Ma lo sa che anni abbiamo passato noi aerei? Ci compravano le gomme del carrello all’Eurospin per risparmiare! Tutto questo mentre quegli str... di Ryanair ci prendevano per la coda (traduzione per i non aerei: per il culo, ndc) e ci rubavano il lavoro!”


Comunque adesso dovreste essere contenti... no?

“Se lo dice lei... forse i più incazzati dovreste essere voi che mettete i soldi per i debiti con le tasse. Ovviamente quei 100 che le pagano... Adesso scusatemi, devo andare. Ho lezione di francese sa com’è con Air France in lizza... Oui, je suis l’avion....”.



Letto sul giornale “L’Occasione” nella sezione animali.


Vendo Avvoltoio. Maschio, due anni, nero in ottime condizioni di salute. Prezzo: 2000 euro trattabili. No perditempo...


Tra le tante altre stranezze se volete divertirvi ecco una compilation di “sbroccate” lavorative!!! A chi non è mai venuto in mente di tirare una stampante al collega che spegne l’aria condizionata il 27 di luglio con 180 gradi all’ombra???


Non c’è più alcun dubbio, la xenofobia in Europa sta dilagando in maniera esponenziale. Quanto accade in Italia, probabilmente, è anche stupido nonché inutile dirlo perché è tristemente sotto gli occhi di tutti. Dopo il raduno dei pedofili in Olanda (ve lo ricordate vero? Ho ancora i brividi) in questi giorni si assiste al convegno (?) anti islam a Colonia in Germania, dove naziskin, xenofobi e altri attrezzi del genere si riuniranno per discutere (?) su non si è ben capito quali problematiche. L’inizio è stato sicuramente dei migliori: un turco (anzi uno che “sembrava un turco”) è stato quasi linciato e si è salvato grazie all’interevento della polizia.


Potevamo noi italiani non partecipare? Potevamo noi non inviare uno dei nostri più illustri esponenti politici del Governo? Certo che no ed infatti Mario Borghezio della Lega Nord ha detto che ci andrà. Ora, il Pd ha invitato Berlusconi ad intervenire. Tutto qui. Nessuno dice altro.


Sia ben chiaro: di quello che pensa Borghezio non me importa un fico secco, il fatto è che (ahinoi...) un esponente del governo italiano.


Come se non bastasse a Roma sono apparsi questi manifesti.

Lo volete vedere un video trash, ma trash che più trash non si può? Bene: allacciatevi le cinture e cliccate su play.






PS: Cioè, non so se avete visto che minchia di gol che ha fatto Del Piero contro lo Zenit...

“Presidente, da lei mi farei veramente toccare”. Valentina Vezzali a Porta a Porta lunedì 15 settembre.



"Toccare è un'espressione tecnica (…) Volevo dirgli: guarda presidente che da te mi farei toccare. Ma ci fossero stati Prodi o Veltroni avrei fatto lo stesso". Valentina Vezzali a Repubblica.it del 17 settembre.



“Il premier è una persona carismatica e in questo momento deve guidare gli italiani tra mille difficoltà. Se ci fossero stati Prodi o Veltroni, avrei fatto lo stesso. Gli ho dato il fioretto e ho usato la formula toccare che è del gergo schermistico, il doppio senso non c'era assolutamente”. Valentina Vezzali a Ansa.it del 16 settembre.



Gianni Petrucci del Coni. “Una medaglia d’oro alle Olimpiadi può dire quello che vuole”.



Della Rai ne abbiamo viste, e soprattutto sentite, di tutti i colori. C’è chi l’ha definita una cloaca, chi semplicemente vorrebbe buttarla giù e ricostruirla ex novo perché sarebbe più facile... Mamma Rai ci ha insegnato a leggere, ci ha fatto conoscere la lottizzazione e ci ha regalato personaggi come la Carrà... Però l’impressione che si ha da fuori è che, in fondo, nessuno riesca bene a spiegare cosa sia la Rai e che meccanismi la governino. Allora chi meglio del Cavallo di viale Mazzini, emblema storico della tv di Stato, può spiegarcelo?


Salve, posso farle qualche domanda?

“Aspetta ciccio, nun lo vedi che sto in pausa?”


Non l’avevo visto... però può parlare anche se è in pausa, no?

“Ahò guarda che io sto qui pe lavorà, mica a pettinà le bambole sa? Ma lo sai quanto se fatica a sta su du’ zampe tutto er giorno? Hihihihihihihi!!!!”.


Si direbbe che sia l’unico a lavorare qui dentro...

“Eheh! A mohicà, l’hai sentito questo qua? Fa ‘o spiritoso, ce sta a pija per c...”


Scusi, chi sarebbe il Mohicano?

“E’ Gigi l’usciere. Lo chiamamo così perché è l’unico che è entrato in Rai cor concorso pubbbblico regolare. Aho stamo a parlà der ’73!!!! E’ come ‘n fossile... Je volemo tutti bene”.

Allora è vero che qui dentro regna il nepotismo e il clientelismo?

“Er nepo che? Aho ma come parli? Chi t’amparato l’itajano? Biscardi?”

Intendevo la raccomandazione...

“Ah! Er carcio in culo! E parla come magni, sennò nun te capisco! Scusime ciccio, ma da ‘ndo vieni? Qui è tutta ‘na raccomandazione. Io sto qua perché er mi nonno era er cavallo de un capoccia de la Rai”.

Lei è qui da chissà quanti anni.

“Sò uno dei più vecchi, però Baudo ce stava da prima de me”.


Ma qui è proprio tutto tutto lottizzato?

“Certo, ma che te credi che friggemo co’ l’acqua? (traduzione: pensi che siamo degli sciocchi?, ndc) Se semo attrezzati, è tutto un sistema de telefonate, amici dell’amici, trombate”.

L’ultima in ordine di tempo è stata la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. In più si dice che la fiction sul Barbarossa sia stata commissionata da Bossi in persona.

“Ovvio! Qua stamo tutti tra amici e l’amici se aiutino no? A Bossi je piace er Barbarossa? Je famo ficscion sur Barbarossa. A Berlusconi je serve da ‘mbucà na nipote? Je ‘mbucamo a nipote. A me me piace Varennnne e mo me ce fanno ‘na puntata de Sfide... ‘Ndo sta lo scandalo?”

Ma è un’indecenza! Questo è un posto pubblico. Negli altri paesi non succedono queste cose, o almeno non in modo così palese!
“Perché l’arti c’hanno a coscienza zozza! Noi semo sinceri, famo ste cose alla luce der sole. Nun se vergognamo de gnente! Ihihihihihihhihihihihihihihihi A ciccio mo’ scusime che me devo rimette su du zampe... Io lavoro, che te credi!!!!!!!!!! A mohicà prepara la plaistescion che se famo ‘na partita a Fifa 2009, però ‘sta vorta a Maggica Roma me la pijo io!”