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Per chi fosse nuovo del blog è bene sapere che il Calcetto e le memorabili imprese della squadra in cui gioco hanno sempre avuto, e sempre avranno, grande risalto. Non tanto perché ci gioco io, quanto per il fatto che il mondo ci acclama…


Comunque, lunedì sera è iniziata la stagione dei neonati “Discutibili”, formazione nata dalla fusione tra gli “Incredibili” e gli “Straordinari” (chiamati anche E.Traini, Montenegro ecc…). Due nomi importanti a cui non corrispondevano i risultati sul campo, così abbiamo deciso di volare basso...


Fatto sta che il match d’esordio dei biancoblù è stato travolgente. Nella prima giornata del torneo Aics contro Termoclaudia è arrivato un impensabile 10-3 con cui i Discutibili hanno strapazzato il quintetto avversario. Avversari che potevano contare su un solo elemento insidioso. Niente di tutto ciò ha però scalfito i biancoblù che già alla fine del primo tempo conducevano per 4-1. Nella ripresa il vantaggio è aumentato ulteriormente fino all’8-1 prima di chiudersi sul definitivo 10-3 sbagliando anche un rigore. Difficile, se non impossibile, trovare una falla nella prestazione dei Discutibili che con questo successo fanno già sognare i tifosi. Ottima la prova del portiere Saladini (nuovo acquisto) e dell’altra new entry Cascianelli.



Miglior realizzatore Celestini con quattro centri. Una prova che avrebbe lasciato piacevolmente colpito il tecnico dell’Inter Mourinho che lo vorrebbe al posto di Cruz. Secca la replica del giocatore/blogger: “Mourinho? Conosco Cicinho, Ronaldinho, Toquinho… Non faccio pubblicità a chi non mi paga…”.


Questo il tabellino: Saladini, Serangeli, Ghirga, Bandinu 1, Celestini 4, Cascianelli 3, Mari 2. Ps: se ci sono errori nei gol fatemelo sapere.


LE PAGELLE


Saladini 7: se l’hanno scorso uno dei problemi della formazione era l’assenza di un portiere quest’anno questo ruolo è diventato un punto di forza. Sempre presente e attento. Tarzan.

Serangeli 7: sia in panchina a dirigere, che in campo al centro della difesa gioca in tranquillità e senza timori. Sportivamente risponde ad un avversario che provocava: “Ahò, ma che cazzo voi???”. Coach.

Ghirga 7: sempre costante negli interventi e nel supporto alla squadra. Mantiene la calma ma sotto porta perde lucidità sbagliando anche un rigore. Motorino.

Bandinu 7,5: a vederlo pensi “ma dove va ‘sto secchetto?” ed invece zitto zitto dispensa assist e buon gioco. Surprise.

Celestini 8: questa volta la pagella me la faccio da solo ma attendo volontari. Comunque quattro gol, bene in difesa. Me lo merito l’8 no? Autoreferenziale.

Cascianelli 8,5: nonostante sia costantemente marcato (e picchiato…) da uno alto il doppio di lui lo manda letteralmente al manicomio. In avanti è una boa insostituibile. Cobra.

Mari 7,5: quando parte in velocità non lo fermi nemmeno con le cannonate. Due gol e soprattutto tanti contropiede che hanno intimorito gli avversari. Folletto.


Ed ora appuntamento a lunedì prossimo con la sfida al Torneo dei Rioni dove ci chiamiamo Pirgy (la prendiamo come una specie di Coppa…)


A-E-I-O-U-IPSILON!!! Altra eroica ma non vincente (nun sia mai...) impresa del Montenegro che giovedì sera è sceso di nuovo in campo al Leopoli per affrontare niente popò di meno che il Brasile.


Partita già segnata in partenza da due etichette. Quella loro: molto forti. Quella nostra: discretamente pippe. Ciò nonostante il match comincia con una grande vena d’ottimismo al grido di “regà limitamo i danni!”. E il giochetto funziona visto che per circa metà primo tempo i carioca non vanno a segno. Poi 1-0, 2-0, 3-0. Una sequela che taglia le gambe, ma il Montenegro di mister Spatarovic non demorde e spinto da un ritrovato Cardacciovic arriva all’intervallo sul 3-1.


E all’inizio della ripresa succede l’impensabile. Segniamo. Un’altra volta! Autore della rete l’uno e trino Spatarovic che dopo aver sfaciolato (definizione dal Devoto – Rompiblog: lisciare clamorosamente la sfera non segnando una rete praticamente già fatta...) riprende il pallone e con nonchalance buca la porta di tacco. “Era tutto calcolato” dirà alla fine tra il silenzio generale seguito da “ma vaff...” collettivo.


Ma, come detto, il Brasile è più forte così verso metà del secondo tempi i verdeoro si portano sul 7-2 con la rete del definitivo 7-3 di Di Sabatinovic.


LE PAGELLE


Pizzabioccavic 6,5: sempre pronto salvare il salvabile anche quando arrivano tiri in continuazione. E’ giovane, ma lo stare a contatto con i giocatori del Montenegro non aiuta. Bruciato.


Salvatic 7: che perno. Se la difesa funziona è principalmente per merito suo. Alla fantasia carioca lui risponde con il genuino granito montenegrino. D.o.c.


Cardacciovic 7,5: lasciato in panchina dal mister (in campo al posto suo...) una volta entrato cambia la partita creando gioco e segnando. Nel finale si perde un po’. Furetto.


Celestinovic 6: stanco, assonnato. Si limita a controllare. Grigiume.


Spatarovic 6,5: segna di tacco, rimediando ad una pregevole svalvolata e millanta di averlo fatto di proposito. A Fanatico!


Di Sabatinovic 6,5: corre, si impegna, crea gioco. Una buona prova per lui. Stantuffo.


Ragonic 7: Sulla sinistra è un fiume in piena e, cosa non di poco conto nel Montenegro, è l’unico che si prende la briga di tirare. Impavido.


Biancovic 6,5: il capitano è il capitano e dunque non si tocca. Anche quando al momento del tiro, per due volte, si perde il pallone per strada... Intoccabile.

Un pareggio denso di emozioni per il Montenegro, impegnato giovedì al Leopoli nella seconda giornata del Mundialito. I giocatori di mister Spatarovic hanno pareggiato per 2-2 contro la Turchia. Match decisamente equilibrato e ricco di capovolgimenti di fronte favoriti dalle larghe dimensioni del campo di gioco. A passare in vantaggio, al 12’, i turchi con una punizione che sorprende l’estremo difensore Trinettovic. Il pareggio giunge pochi minuti dopo con Celestinic bravo a tagliare il campo intercettando un passaggio filtrante di Salvatic: tiro, palo, ritiro, gol. Secondo tempo che si apre con il gol di Biancovic da fuori area. Poi fiera del gol sbagliato da una parte e dall’altra (bravo comunque Trinettovic). E quando i tre punti sembravano ormai a portata di mano arriva il pareggio turco allo scadere.

Prossimi incontri: Montenegro – Brasile, giovedì ore 20,15 al Leopoli; Empoli – Juventus, venerdì ore 21,30 alla Chiesetta.


LE PAGELLE

Trinettovic 7: Para di tutto e di più consentendo, di fatto, alla squadra di mantenere il risultato fino alla fine. Sempre pronto e incolpevole sul pareggio. Spiderman.

Spatarovic 6,5: costruisce abbastanza bene in avanti senza però riuscire a concretizzare. Memorabile quando ammonisce la squadra dalla panchina invitandola a giocare calma e facile e, una volta entrato, sfoggia tre tacchi in area di rigore… Cavallo Pazzo.

Di Sabatinovic 6,5: in copertura si sacrifica parecchio riuscendo a chiudere gli spazi avversari. In attacco è sempre pronto al contropiede ma un po’ impreciso al momento di andare al tiro. Timoroso.

Serangelic 6,5: nonostante l’attaccante turco sia oggettivamente più veloce di lui, non si lascia intimorire e gioca d’esperienza distillando anche qualche “tocco tattico”. Volpone.

Celestinic 6,5: un gol niente male che corona una settimana positiva dopo i tre rifilati lunedì alla Roma. Nonostante questo sulle spalle dell’esterno pesano due occasioni da gol enormi più un’altra (azione tutta di prima con pallonetto) salvata dal portiere avversario. Piripicchio.

Biancovic 6,5: in difesa non si passa e in avanti fa un tiro e un gol. Più concreta di così la prestazione del capitano non poteva essere. Efficienza.

Salvatic 6,5: se la Turchia non segna è anche per merito suo considerato il numero di interventi in difesa. Gli attaccanti con lui hanno vita molto difficile. Molosso.

Costantinic 6: entra in alcuni tratti sfoggiando alcuni lampi interessanti senza però riuscire a concretizzare. Scintilla.


Per chi non sapesse nulla del Montenegro ecco alcune notizie utili tratte da Wikipedia.


Il Montenegro, ufficialmente Repubblica del Montenegro (mon. Republika Crna Gora, ser. Република Црна Гора), è uno stato europeo situato nei Balcani che si affaccia sul Mar Adriatico. Confina con Serbia, Kosovo, Albania, Croazia e Bosnia-Erzegovina.

Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è uno stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio 2006.

Conta 598.000 abitanti e una superficie di 13.812 km². La capitale è Podgorica.


Origine del nome

Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vedere dal mare. È curioso notare come in quasi tutte le lingue occidentali il nome non venga tradotto ma rifletta l'adozione del termine italiano introdotto dai Veneziani.


Storia

Per un certo numero di secoli il Montenegro, denominato in passato anche Zeta, fu di fatto un principato indipendente al capo del quale si avvicendarono numerose dinastie e numerosi governanti. Durante il Congresso di Berlino, il paese ottenne un riconoscimento internazionale della sua indipendenza, a seguito della crisi dell'Est (1875 - 1878). Il 28 agosto 1910, il principe Nicola Petrović Njegoš di Montenegro si autoproclamò re, fondando il Regno del Montenegro. Nel 1918 il Montenegro perse la sua indipendenza ed entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. I montenegrini rimasti fedeli al re Nicola si ribellarono nel 1919, per poi essere vinti dall'esercito del nuovo Stato nel 1924. Nel 1941 durante l' occupazione italiana fu creato un nuovo Regno di Montenegro sotto il protettorato italiano. Dal 1945 fece parte della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, come Repubblica Federata.


Unione con la Serbia

Nel referendum del 1992 con il 95,96% dei voti, la popolazione montenegrina decise di rimanere nella Federazione Jugoslava in cui era rimasta solo con la Serbia, sebbene l'affluenza alle urne fosse stata del 66% a causa del boicottaggio dell'etnia musulmana, delle minoranze cattoliche e degli indipendentisti. Questi sostenevano che la votazione fosse stata organizzata in condizioni non democratiche.

Nel 1996, il governo di Milo Đukanović attenuò il legame tra Montenegro e Serbia. Le tensioni tra i due stati erano ancora critiche nonostante il cambio di politica di Belgrado. Il Montenegro formò la propria linea politica economica ed introdusse il marco tedesco come moneta corrente, come proposto al tempo dal ministro dell'economia. Il dinaro serbo non era usato nel Montenegro tranne che da turisti. Attualmente sta utilizzando l'euro, sebbene non faccia parte dell'Eurozona. Nel 2002, la Serbia ed il Montenegro arrivarono ad un nuovo accordo riguardante la cooperazione. Nel 2003, la Federazione Jugoslava venne ridefinita come "Serbia e Montenegro".


Indipendenza

Lo status del Montenegro e, in particolare, la fine dell'unione con la Serbia sono stati decisi dal referendum sull'indipendenza del Montenegro del 21 maggio 2006, cui ha partecipato la percentuale del 86,5% del corpo elettorale, cioè 419.240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli stessi, pari a 230.661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del paese: si tratta dunque di una percentuale di poco superiore alla soglia del 55% concordata con l'Unione Europea per rendere valido il referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata superata per soli 2300 voti. Di conseguenza, il Parlamento del Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione d'indipendenza, seguita, quindi confermata il giorno successivo da un analogo atto da parte della Serbia.

Le autorità del Montenegro hanno subito intavolato delle trattative con la Serbia per risolvere i problemi legati alla separazione. La Serbia, gli Stati membri dell'Unione Europea ed i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno immediatamente fatto capire che avrebbero riconosciuto l'indipendenza del Montenegro, rimuovendo gli ostacoli sulla strada della nascita del più recente stato sovrano del mondo. Il primo stato ad aver riconosciuto l'indipendenza del Montenegro è stata l'Islanda, l'8 giugno 2006.

Il 22 giugno 2006 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU avallò all'unanimità la richiesta di adesione presentata dal Governo montenegrino, conseguentemente il 28 giugno 2006 con un'apposita risoluzione dell'Assemblea Generale, il Montenegro è stato ufficialmente accolto in seno al consesso mondiale delle nazioni, divenendo così il 192° membro effettivo dell'ONU.


Geografia

Il Montenegro è una regione montuosa costituita da alte montagne lungo i confini con il Kosovo e l'Albania, da un segmento del carso situato ad ovest della penisola balcanica e da una stretta costa pianeggiante di solo 4 chilometri. La pianura si ferma a nord, dove i fiumi di Lovcen e Orjen confluiscono nelle bocche di Cattaro. *Cattaro

La vasta regione del carso montenegrino è situata ad una altitudine media di 1.000 metri sopra il livello del mare, raggiungendo sul monte Orjen i 1894 metri, che è il più alto massiccio della catena. Il punto più basso della regione carsica è la valle del fiume Zeta situata a circa 500 mt. sul livello del mare.

Le montagne del Montenegro si includono tra i più aspri territori europei, che si elevano in media a più di 2.000 metri. Uno delle cime più famose è il Bobotov Kuk appartenente alla catena del Durmitor, che raggiunge un'altezza di 2.522 metri. Le montagne montenegrine furono soggette a profonde erosioni durante l'ultimo periodo di era glaciale.

Etnie e religioni

Composizione etnica secondo il censimento del 2003:

Più del 74% dei montenegrini sono cristiani ortodossi. I 110.000 di religione islamica costituiscono il 17,74% della popolazione, e sono divisi in due etnie principali: albanese e musulmani slavi (che possono autodefinirsi Bošnjaci, cioè bosgnacchi oppure "musulmani di nazionalità", Muslimani). Gli albanesi sono un gruppo separato, parlano la loro lingua (15% circa albanesi o di origine albanese nel Montenegro) e vivono maggiormente nel sud-est, specialmente a Dulcigno, dove formano la maggioranza della popolazione. I bosgnacchi si situano maggiormente nel nord-est. Infine tra le minoranze possiamo trovare dalmati croati (cattolici), che abitano soprattutto lungo le coste, particolarmente intorno alle Bocche di Cattaro. Gli zingari censiti in Jugoslavia sono soprattutto Rom e Sinti.

Nelle Bocche di Cattaro (soprattutto nel capoluogo ed a Perasto) e nella Riviera di Budua esiste pure una piccola comunità dalmata italofona, ormai molto ridotta, denominata ufficialmente Comunità Nazionale Italiana del Montenegro (attuale presidente: Dalibor Antonioli), che in base all'ultimo censimento dovrebbe contare circa 500 persone.


Informazioni

Nome completo: Repubblica del Montenegro

Nome ufficiale: Republika Crna Gora

Lingua ufficiale: Montenegrino

Capitale: Podgorica

Governo: Repubblica

Presidente: Filip Vujanović

Primo Ministro: Željko Šturanović

Popolazione Totale (2007): 598.000 ab.

Valuta: Euro


E Roma fece la stupida. Sconfitta amara per l’Empoli lunedì sera in quel della Chiesetta. I “blue” sono stati superati dalla Roma per 6-3 al termine di una partita decisamente intensa e ricca di capovolgimenti di fronte. Purtroppo, ancora una volta, i toscani di mister Spataro si sono ritrovati vittime dei propri errori sotto porta, nonostante i tre centri di un ritrovato Celestini. Dopo un buon primo tempo, l’Empoli non è riuscito a pareggiare i conti e soprattutto a concretizzare le innumerevoli palle gol lasciando, di fatto, spazio ai giallorossi per prendersi i tre punti.


LE PAGELLE


Costantini 6: in porta non è stato proprio sicuro ma quando c’è stato da sfornare un sano e sportivo “entratone” per bilanciare qualche “calcetto” di troppo della Roma non ha lesinato nulla. Soprattutto alla caviglia dell’avversario... Salomonico.

Ragone 6,5: per la mole di gioco che crea meriterebbe maggiore fortuna in zona gol. Anche lui sbaglia almeno due occasioni clamorose e un assist su tre contro uno. Ansiogeno.

Serangeli 6: un po’ meno sicuro delle precedenti partite, forse perché giocava contro la sua “Magica”, ma il compito lo ha portato comunque a casa. Rugantino.

Tomassini 6: gara dai due volti per lui. Primo tempo pimpante e autore di quattro pregevoli azioni. Secondo tempo un po’ in ombra. Double face.

Celestini 7-: dopo giorni e giorni di astinenza l’esterno torna finalmente al gol piazzando un’incoraggiante tripletta che ha voluto dedicare al portiere della Roma. «Senza di lui – ha detto – non ci sarei riuscito...». Figliuol prodigo.

Bianco 6,5: il capitano non si smentisce mai. Sempre preciso in difesa e attento nel proporsi in avanti. Sfiora per due volte il gol, peccando forse di cattiveria. Tenerone.

Spataro 6,5: due tempi di livello per il tecnico – giocatore soprattutto in rifinitura. Bellissima la sua azione, con relativo assist, sul primo gol empolese. Metronomo.

Un Empoli stellare espugna il San Siro – Chiesetta. Grande vittoria, lunedì, del team toscano contro i nerazzurri dell'Inter (anche se nerazzurri non erano) per 5-3. Partita decisamente tirata anche se i “blue” di Mister Spataro riescono subito a mettere le cose in chiaro nei primi minuti con un 2-0 (Bianco, Spataro) che lascia quei simpaticoni degli avversari spiazzati. Sul gol interista arriva come un falco pellegrino della Bassa Sassonia capitan Bianco che alla faccia di chi lo chiama Bonomelli o Camomillo dimostra di essere ipersveglio segnando il 3-1 dell’Empoli.


I milanesi (anzi uno) la buttano sulla protesta ed ovviamente l’arbitro decide di fischiare tutto con i toscani che ad un certo punto del match non possono più nemmeno starnutire... Così arriva il pareggio, 3-3, ma Salvati spolvera la sargamella su punizione tanto cara a Costantini per il 4-3. Scatta l’assedio anche se ad ogni attacco nerazzurro, l’Empoli risponde per le rime anche grazie al portiere Trinetti davvero in grande spolvero. Bastano due contropiedi ai “blue” per chiudere l’incontro.

Ed ora, giovedì, scatta l’Europeo a via Leopoli dove non si è ben capito quale nazionale dovremmo essere. Si mormora l’Olanda ma probabilmente per somiglianze calcistiche saremo il Montenegro...


LE PAGELLE

Trinetti 7: Sempre pronto sulle conclusioni degli avversari. Non si fa mai sorprendere e salva il risultato in più di un’occasione. Spiderman.

Salvati 7: il gol su punizione basta per giustificare il voto. Se poi ci aggiungete anche la solita prestazione difensiva magistrale... Crepamani.

Bianco 7,5: un capitano! C’è solo un capitano! Le urla dei tifosi lo hanno acclamato a fine gara. Due gol, gioco frizzante e grande sacrificio. Furetto.

Tomassini 6,5: di botte ne prende tante, ma tra un calcio sulla caviglia e un pestone riesce a trovare degli spunti interessanti. Martire.

Celestini 6: i tempi dei due/tre gol a partita sembrano essere ormai solo un lontano ricordo per lui. Due tempi di quantità anche al centro della difesa. Amarcord.

Di Sabatino 6,5: tira molto più del solito ed infatti meriterebbe più fortuna in zona gol. Per lui arriva una rete facile facile a porta vuota, ma importante perché chiude la partita. Closed.

Spataro 7: bravo nel gestire i cambi, deciso negli interventi e pericoloso in attacco. Due tempi da protagonista per l’uno – e- trino Spataro vero e proprio factotum. Figaro.


Per la cronaca nella partita precedente contro la Sampdoria abbiamo perso.

C’era chi aveva portato il Tango, chi faceva le penne cor muturino e chi arrostiva braciole e salsicce sulla brace.

Tutto questo è il riassunto di Chievo – Empoli visto lunedì sera alla Chiesetta. Un match senza storia con i veneti vittoriosi per 10-2 (5-1 il primo tempo) senza nemmeno faticare troppo.

Basti pensare che due soli minuti si era già sul 3-0 con gli empolesi di mister Spataro in piena crisi di cojonella da Pasquetta. Una prova comunque semi onorevole se si pensa che gli ultimi quattro gol il Chievo li ha segnati negli ultimi minuti con i toscani tutti in avanti e già impegnati a scartare le uova... Gol azzurri di Ragone e Celestini.

LE PAGELLE

Celestini 5: a parte il gol (nemmeno tanto brutto) praticamente passeggia in mezzo al campo senza meta. Qualche spunto interessante ma niente di più. Ghost.
Serangeli 6: è l’unico che non si fa prendere dalla ridarella contagiosa in casa empolese. In difesa fa quel che può ma ha degli errori sulla coscienza. Vaccinato.
Vallerga 5,5: a parte un contrasto che fa fare un volo in aria di 2 metri a un avversario, la sua prestazione è tutta corsa ma poca sostanza al momento della conclusione. Fumoso.
Bianco 6: entra sempre con concentrazione e non perde mai la calma. Bonomelli.
Ragone 6,5: gol molto bello e conclusioni insidiose che mettono in difficoltà il portiere avversario. Penalizzato dalla sterilità in fase di costruzione della squadra. Peperino.
Salvati 6: anche se i primi due gol incassati hanno la sua firma non si può certo definire la sua prestazione insufficiente. Anche nei momenti oscuri si mette in luce. Neon.
Tomassini 5,5: troppo bloccato sulle gambe per riuscire a sorprendere in velocità la difesa avversaria. Potrebbe coprire di più la palla ma si lascia anticipare. Ancorato.
Petrarolo 6: “curre curre guaglio!” cantavano i 99 Posse e lui non lesina rincorse soprattutto in copertura. O’ Pendulino.

di Mister Iksel

Questo è il racconto di una partita in cui una compagine di eroi, affronta una partita stoica, piena di colpi proibiti (subiti) e di sofferenza (subita pure questa).

Si potrebbe anche parlare di una partita in cui gli eroi suddetti stavano per perdere contro una squadra di disperati rumeni per la maggior parte ubriachi... le male lingue si sa, sono dappertutto...


El. Traini in vantaggio dopo pochi minuti con Tomassini che gira bene un pallone conquistato e mantenuto col fisico. I rumeni grazie ad un paio di botte di culo clamorose (e quando mai un po' di fortuna dalla nostra parte?....) si porta sul 2 a 1 e poi sul 3 a 1. L'arbitro fischia un rigore solare ai bianco blu, Serangeli insacca con potenza, precisione e un pizzico di fortuna: palo - gol. 3 a 2 Finisce il primo tempo. Dura si e no 15 minuti. Al solito, l'arbitro Mirko (non si sa il cognome) è negligente e distratto. La partita inizia alle 20 e 15 e finisce alle 20 e 33. Lui era al bar alle 20 mentre le squadre si scaldavano da 10 minuti... Come se non bastasse fa durare la partita sempre meno. E come ciliegina sulla torta permette agli avversari di fare il bello e il cattivo tempo. Un fenomeno.

Il secondo tempo comincia con il 4 a 2 della Dinamo. La partita vive una fase di stallo, ma i rumeni sembrano un po' stanchi. Un paio di elementi puzzavano pure d'alcool. Spataro sigla il 4 a 3 dopo una triangolazione con Petrarolo. Sempre il numero 9 bianco blu spreca un paio di buonissimi palloni serviti da Serangeli. Tomassini accusa il riacutizzarsi del dolore al polpaccio che lo tartassa da un paio di mesi a questa parte e si vede costretto a sedersi in panchina fino a fine partita. I romeni sembrano controllare bene la palla e mister Spataro chiama il time-out.

Al ritorno in campo, dopo il minuto di sosta, i ragazzi elettrici sembrano più determinati e salgono in pressing più ordinatamente. Su una palla recuperata scatta il contropiede Spataro-Petrarolo che stavolta vede a segno il partenopeo. 4 a 4. La Dinamo ha un moto d'orgoglio e facendo ricorso alle residue energie (forse avevano ancora un po' di redbull e vodka nello stomaco) sferra un assalto furente alla retroguarda di una Elettroimpianti Traini molto stanca. Sale in cattedra Sciannella che salva il risultato in molte occasioni. Almeno 3 miracoli sul finale di partita. Quando ormai ci si potrebbe accontentare di un pareggio, visto l'attacco forsennato a cui è costretta a far fronte la squadra bianco blu, ecco Bianco (sfortunatissimo pochi minuti prima su un tapin da un metro) recuperare un palla e scagliare un tiro beffardo dal limite verso la porta avversaria. Deviazione di mano di un difensore e la sfera rimbalza in fondo al sacco. 5 a 4. Mancano 30 secondi alla fine. Ma durano almeno un minuto e mezzo, sempre perchè l'arbitro è un fenomeno.

Il triplice fischio finale consegna 3 punti sudatissimi ai ragazzi di Mister Spataro, stasera come non mai encomiabili per impegno e determinazione. Ragazzi che negli spogliatoi si leccano le ferite per una partita durissima, piena di scontri non visti dal direttore di gara e lasciati correre come semplici "contrasti di gioco". Risultato: Serangeli con un piede malconcio (ma in questo caso era stato lui a commettere un fallo durissimo ma involontario), Tomassini che forse dovrà rimanere fuori fino a metà settimana prossima e gli altri con lividi e acciacchi vari ed eventuali.

L'infermeria è sempre più piena.

LE PAGELLE

SCIANNELLA: il primo tempo è sotto tono, ma subisce due gol per sfortuna nera. Nel finale di partita è lui a salvare il risultato. Come sempre, quando è in forma, si dimostra un ostacolo duro da superare. VOTO: 7,5
SERANGELI: gioca una partita ordinata, cercando di mettere calma e impostare il gioco più serenamente possibile. Sbaglia qualche appoggio di troppo, uno dei quali fatale. In chiusura è l'ultimo baluardo e prende molte pallonate. Lotta e gioca a testa alta. VOTO: 7
PETRAROLO: entra dopo 5 minuti di gara e mette l'anima in campo. Corre in continuazione e chiede il cambio una volta sola, ma è costretto a restare in campo perchè proprio in quel momento Tomassini si fa male. Sempre presente sia in difesa che in ripartenza. Un gladiatore! VOTO: 7,5
BIANCO: lotta e corre per tutta la partita. Sui contrasti è meno morbido del solito e superarlo, per gli avversari, è un problema spesso irrisolvibile. Tenta, quando può, di far rifiatare la squadra tenendo la palla e cercando spunti personali. Sigla il gol decisivo. Migliore in campo. VOTO: 8
SPATARO: si sdoppia facendo laterale e centrale avanti con risulati altalenanti. Al centro, quando sostituisce Tomassini infortunato, accusa molto la fatica e lascia troppe volte l'imbucata centrale alla Dinamo. Riesce ad allungare la squadra puntando gli avversari. VOTO: 7
TOMASSINI: centro boa sempre più efficace per i bianco blu. Tiene palla, fa salire la squadra, prende botte ma non si fa mai anticipare. Stoico e impavido. Sigla il gol del vantaggio con una bella girata. Qualche appoggio sbagliato, ma pienamente giustificabile visto il trattamento non proprio tenero della difesa avversaria. Purtroppo si fa male ed è costretto ad inizio secondo tempo. VOTO: 7

Per la cronaca contro la Juventus alla Chiesetta il giorno dopo è finita tanto a poco per i bianconeri.


Stasera, ore 22 alla San Pio nuovo match con i "blue" solo in cinque contati e con Celestini non ancora al meglio delle condizioni.


Mettiamola così, questa settimana la Elettroimpianti Traini ha visto solo un mercoledì e… un venerdì. Il giovedì? Gio che? No entiendo…

Giornata nera che più nera non si può per la formazione di mister Spataro bersagliata senza pietà dalla sfiga nel giro di ventiquattro ore.

Tutto comincia in mattinata con l’infortunio al povero Antonio Bandinu che sul treno (con dinamiche ancora al vaglio dei Ris di Santa Severa) prende la più classica delle storte sfondandosi, però, il malleolo. Per lui gesso e chissà quando lo si potrà rivedere in campo.

Ma la sfortuna prosegue nel suo fetido gioco anche nel pomeriggio col botta e risposta tra Spataro e capitan Bianco prima convocato, poi sconvocato e poi riconvocato. Situazione a cui il giocatore ha risposto con un elegante: “ho già preso altri impegni”.

Assente pure Salvati per un problema alla spalla.

Si arriva così al match serale alla San Pio X contro Termoidraulica al quale gli elektroboys si presentano in sei: Sciannella, Celestini, Serangeli, Di Sabatino, Astolfi e Spataro.

Primo tempo decisamente equilibrato con diverse occasioni da una parte e dall’altra e con i “blue” che possono anche recriminare per un rigore non dato dal direttore di gara per un’uscita in scivolata del portiere avversario su Spataro. Niente da fare e il parziale termina sullo 0-0. Nel secondo tempo Madama Sfiga si abbatte funesta sulla E.Traini: per la squadra di Spataro solo pali e parate di culo (nel vero senso della parola) del portiere ospite. Per la Termoidraulica ogni tiro, un gol. Finisce 9-0.

Finito? Macché. Nel finale c’è spazio anche per l’infortunio di Celestini vittima di una contrattura alla coscia sinistra che ne mette a rischio la presenza nel prossimo turno. E Sciannella ha la febbre.

Alla luce di quanto riportato la redazione delle pagelle appare alquanto inutile.


Nel calcio, come nella vita, per cambiare le cose basta un nulla. Un secondo. Un soffio. Un attimo prima sei un allenatore volenteroso. Un attimo dopo ti scopri attaccante, segni due gol che fanno vincere la tua squadra e diventi un idolo. Questa è la storia di Mister Spataro che da ieri è diventato il nuovo idolo dei Rangers Empolesi dopo aver purgato due volte la Roma propiziando la rimonta (e la conseguente vittoria) toscana per 3-2.

Primo tempo decisamente freddo, sia per la temperatura non proprio primaverile, sia per l’approccio delle due formazioni inizialmente un po’ (troppo) timide. Qualche spunto da entrambe le parti ma è la Roma a passare in vantaggio con una bella azione del numero 7 sulla destra concretizzata con un tiro di punta. C’è bisogno di una scossa ed arriva da Celestini che, dopo aver capito che l’agilità non è proprio la qualità migliore del portiere giallorosso, fa partire dalla trequarti la “sargamella” tanto cara a Costantini e insacca. Il primo tempo si conclude sull’1-1 anche grazie a delle splendide parate del rientrante Sciannella in casa Empoli.

La ripresa inizia davvero maluccio per i “blue” che dopo neanche un minuto di gioco riescono a portarsi nuovamente in vantaggio. Ma l’Empoli non si scompone e ricomincia a macinare gioco pressando alto gli avversari. Soluzione azzeccata che propizia diverse occasioni (Celestini, Salvati, Ragoni) tutte opportunamente fallite un po’ per demerito toscano, un po’ per il nutrito dosaggio gluteare del portiere della Roma. Ma proprio quando tutto lascia presagire all’ennesimo ko sale in cattedra lui. L’uno e trino. Mister Spataro ruba due palle consecutivamente e battendo altrettante volte l’estremo difensore del Colosseo per un 3-2 che fa esplodere la curva nord dell’Olimpico. Il finale di partita è una classica (quanto poco onorevole) melina dell’Empoli.

Al fischio finale esplode la gioia empolese per la prima vittoria della serie A. Gli onori e i microfoni sono tutti per il “man of the match”: Spataro. “Sono contento per questa vittoria – ha detto ansimando (per la fatica…) l’attaccante-allenatore-presidente – dovevo prendere le redini della squadra e l’ho fatto. E’ il mio dovere”.

Risposta che ha mandato in visibilio i fans di tutto il mondo. In Giappone hanno già annunciato l’uscita di un videogame dal titolo “Spatogol e la Compagnia della Chiesetta”…

Nel finale cori e applausi degli ultrà in direzione di Cardaccio, infortunatosi al ginocchio.

LE PAGELLE

Sciannella 7,5: dopo tre mesi dall’infortunio ci si attendeva una prestazione almeno nella sufficienza ed invece il portierone si è superato salvando in più di un’occasione il risultato. Lazzaro.
Bianco 6,5: una prestazione meno convincente delle precedenti partite. Il capitano è apparso un po’ confuso ma quando c’è stato da difendere il risultato non ha lesinato interventi provvidenziali. Intenerito.
Ragoni 6,5: prima uscita stagionale nell’Empoli e per poco l’esterno non ci rimette una caviglia. Gioca generoso e dimostra di aver preso a cuore le sorti della squadra. Novizio.
Di Sabatino 6,5:
tanti chilometri in lungo e in largo per il campo e ottimi spunti in attacco che purtroppo non trovano la via del gol. Lambretta.
Salvati 7: che difensore. Nonostante fosse reduce dalla settimana bianca Salvati ha saputo riprendere subito i ritmi di gioco sorreggendo la difesa. Interessante il duello con il “mini-me” della Roma… Martello.
Celestini 7: decisamente confuso nella prima parte del primo tempo, ma dopo il gol si riprende. Buoni spunti in avanti e bella prestazione al centro della difesa quando sostituisce Salvati ed è il principale protagonista della anti-sportiva melina. Ammazzafairplay.
Tomassini 6,5: come sempre in attacco piglia un sacco di calci e forse per la nottata fredda non riesce ad esprimersi come vorrebbe. Anche il suo apporto è comunque importante ai fini dei tre punti. Pungiball.
Spataro 8:
che dire… due gol, uno del pareggio e uno per la vittoria. In attacco è una spina nel fianco per la difesa giallorossa. Corre, segna, inventa e sprona la squadra da vero leader. Harlo Magno.


Serata commovente quella che, alle 21, vedrà scendere in campo l’Empoli contro la Roma alla Chiesetta. Tra i pali toscani, infatti, torna dopo tre mesi di assenza il portiere Fabio Sciannella.
Felice il presidente – allenatore – attaccante Spataro. “Finalmente Sciannella torna in campo. Era tanto che lo aspettavamo. Avere una presenza sicura in porta è fondamentale per noi. Adesso speriamo che non faccia la fine di Ronaldo…”. Sibillina la risposta del portiere. “Potete portarmi un grattacacio? Ho un prurito…”.

In campo anche un nuovo acquisto. Elia Ragone proveniente dall’Atletico Civitavecchia. Ancora Spataro. “Ho grandi progetti per la squadra – ha detto – nel giro di sei anni la porterò a vincere il mondiale per club!!!”.

Obiettivo vincere, vincere, vincere con Celestini che, dopo la vittoria della Juve, ha detto. “La Roma? Stasera li purgo anche io!!!”.
A proposito di purgare. Almeno nella vera serie A l’Empoli ha vinto al San Paolo contro il Napoli… “Maremma Majalaaaaaaaaaa”.

Secondo voi una squadra che vince a stento, può permettersi di presentarsi in campo senza portiere? Sicuramente la maggioranza di voi avrà seguito la logica e detto “No”. Bravi. Allora andatelo a dire alla Elettroimpianti Traini che martedì sera ha gettato in malora una partita che si poteva vincere tranquillamente.

Nella prima giornata dei play out alla San Pio X gli elektroboys di mister Spataro hanno perso per 9-6 contro la 4 Sys al termine di un incontro comunque equilibrato nonostante il forfait non annunciato del portiere Costantini. Una volta accertata l’assenza dell’estremo difensore e scelta una calendarizzazione dei giocatori da mandare tra i pali tramite opportuna e disciplinata procedura (da me a tizio se butteranno giù…) ha inizio l’incontro.

Nonostante l’assenza dell’estremo difensore la Elettroimpianti Traini ha saputo tener testa agli avversari agganciando in più di un’occasione il pareggio e fallendo (complica la classica sfiga degli elektroboys) l’opportunità di portarsi in vantaggio sul 6-5 con una traversa su pallonetto di Bandinu nel secondo tempo. La 4 Sys ha chiuso l’incontro con un paio di contropiedi approfittando dello sbilanciamento avversario causato dall’arrembaggio finale.

Non proprio soddisfatto a fine partita il tecnico Spataro (foto): “Abbiamo giocato bene però porca @#]*%&!!! Di quella $%&/)(“$?^, che faceva i $%££ç°è@#[]!!!!!!”.

Al fischio finale segnali di raffreddamento tra Celestini (tornano al gol con una doppietta) e i tifosi che hanno intonato “Bentornato Bomber!”.

LE PAGELLE

Spataro 6,5: come sempre gestisce bene la squadra sia dentro che fuori dal campo. Non proprio incisivo in avanti dove spesso toglie il piede durante i contrasti. Carla Fracci.
Celestini 7:
mancava dalla sezione “marcatori” ormai da settimane e per fortuna è tornato a gonfiare le reti avversarie. Una buona doppietta con il primo gol che è valso il momentaneo 3-3. Figliuol prodigo.
Petrarolo 6,5: ottima prestazione in difesa quando gioca all’esterno, va anche a segno ma perde totalmente il controllo quando si ritrova al centro delle difesa. Emotivo.
Bandinu 7:
l’azione del pallonetto e della traversa avrebbe meritato maggiore fortuna ma il mancino elektrico si dimostra sempre determinante. Cecchino.
Di Sabatino 6,5: lavoro di sacrificio per lui, costretto in più di un’occasione a ripiegare in copertura tralasciando le propensioni offensive. Operaio.
Astolfi 7-: prova frizzante con l’attaccante che mette un po’ di vivacità nella manovra d’attacco della E. Traini. I primi tre gol sono frutto di altrettanti suoi assist. Il – è per qualche dimenticanza in fase di copertura. Sprite.
Costantini s.v.: doveva venire. Non lo ha fatto. BUUUUUUUU.

Ancora una sconfitta di misura per l’Empoli. Dopo l’1-0 subito dal Chievo, ieri sera i toscani sono caduti vittime del Napoli per 2-1. Una vittoria gettata letteralmente alle ortiche negli ultimi cinque minuti di gioco. Tanto per cominciare va detto che la formazione di mister Spataro non ha demeritato, sciorinando un gioco pimpante e creando diverse occasioni da gol. E dopo circa 180 tiri in porta a metà del secondo tempo arriva la rete del momentaneo vantaggio dei blue.

A segnarla proprio il mister – attaccante – presidente Spataro bravo a insaccare sul secondo palo un assist al bacio di un Astolfi ispirato. Purtroppo, però, l’Empoli non riesce a mantenere il risultato nonostante la difesa arcigna di Serangeli e le parate di Trinetti. Due gol in 2 miniti ed il sogno svanisce. Vacca maiala.

A fine partita umori contrastanti negli spogliatoi. “Almeno oggi abbiamo perso dignitosamente e brucia di meno” ha detto qualcuno. Secca la risposta di un tifoso “sarà ma a me li cojoni me girino uguale”.

LE PAGELLE

Serangeli 7: ottima prestazione difensiva per il centrale empolese che chiude in più di un’occasione gli spazi agli attaccanti avversati. Muretto.
Spataro 7: il gol del momentaneo vantaggio merita da solo il voto. Già segniamo poco, chi lo fa merita un bel voto… Cinico.
Bianco 6,5: valido supporto sulla fascia ogni tanto pecca nelle entrate perdendo qualche contrasto. Nel complesso, comunque, una prestazione generosa per il capitano. Onlus.
Astolfi 6,5: in avanti tiene occupata la retroguardia partenopea e velocizza le azioni d’attacco. Qualche tacco di troppo ma l’azione e l’assist sul gol di Spataro sono da applausi. Brio.
Celestini 6: tre nitide occasioni da rete ma niente. Il bomber non segna più ed è crisi sempre più nera. Buona la prova in difesa e un paio di tunnel umilianti agli avversari. Cartuccia a salve.
Costantini 6,5: quando entra in campo mette tranquillità con consigli e interventi provvidenziali sulla fascia. Buddha.
Tomassini 6: rispetto alle scorse settimana appare un po’ troppo piantato sulle gambe. In compenso però si sacrifica in avanti e prende tante botte. Martire.
Trinetti 7: tutta un’altra prestazione rispetto al match di andata col Napoli. Questa volta l’estremo difensore ha chiuso lo specchio per tutto l’incontro. Incolpevole sui gol. Persiana.

CLASSIFICA PRIMA FASE SAN PIO

Autostrade del Mare 45
Casa del Gelato 42
Civitacarta 30
Incredibili 22
Termoidraulica 21
Elettroimpianti Traini 21
Francia 19
Ingroservice 13
Ccms 0

CLASSIFICA SERIE A

Chievo 9
Sampdoria 9
Napoli 6
Juventus 6
Inter 1
Roma 1
Empoli 0
Torino 0

TORNEO SAN PIO X CALENDARIO PLAY OUT

Elettroimpianti Traini – 4 Sys 12/02 ore 22
Francia – E. Traini 21/02 ore 21
2000 Dinamo – E. Traini 27/02 ore 20
Termoidraulica – E. Traini 05/03 ore 21
Tana Der Bozz – E. Traini 12/03 ore 21
Cosepo – E. Traini 18/03 ore 22
E. Traini – Pacos 25/03 ore 22

Tre match in quattro giorni. Ritmi da Champions per l’Empoli che in questa settimana si ritroverà ad affrontare ben tre incontri. Si comincia questa sera alle 21 alla Chiesetta – San Paolo con gli uomini di mister Spataro che scenderanno nella bolgia partenopea contro il Napoli. All’andata finì tanto a poco per gli scugnizzi in cui milita il “traditore – Bandinu” e dunque in casa toscana vige l’obbligo della vendetta – tremenda – vendetta. Il tecnico Spataro è stato categorico: “Voglio almeno 6 punti in queste tre partite… Maremma pungolata da hatene!”.

E domani si torna in campo con la prima giornata dei play out alla San Pio X che vedrà la Elettroimpianti Traini opposta (ore 22) alla 4SYS che alla Chiesetta altri non è che il Chievo, vittorioso contro l’Empoli per 1-0. Dunque anche in questo caso il successo è alla portata, visto che nella classifica della prima fase i “blue” hanno chiuso quinti, ad un solo punto dalla zona play off.

Conclusione, infine, giovedì (ore 21) alla Chiesetta con la sfida attesa da molti sugli spalti empolesi visto che il team avversario sarà la Sampdoria (alias Pacos, alias maglia biancoverde, alias gli stronzi…).

Grandi speranze, dunque, tra i tifosi dell’Empoli memori della vittoria della scorsa settimana alla San Pio ai danni della Termoidraulica. Un 5-4 frutto di cinismo e precisione se si considera che gli Elektroboys erano senza portiere. Tra i marcatori grande tripletta di Bandinu e gol di Serangeli e Cardaccio.

PAGELLE


Spataro 6,5: entra poco in campo ma cerca costantemente la via del gol purtroppo per lui senza precisione. In panchina invece gestisce la squadra che è una bellezza. Mazzone.
Serangeli 7: gol di classe che pareggia i conti e dà il “la” alla cavalcata elektrica. In difesa è sempre presente e non lesina “sortite” in avanti giocando di fioretto. Montano.
Bandinu 8: al grido di uè uè l’esterno sinistro inventa tre gol tutti di pregevole fattura e piazza anche il gol vittoria. Insaziabile.
Cardaccio 7: gioca in velocità e fornisce sempre un po’ di fantasia all’azione offensiva della Elettroimpianti Traini. Harry Potter.
Celestini 6 -: non è la sua giornata e si vede. In attacco è un disastro, mentre in difesa se la cava un po’ di più. L’unico modo per farsi notare è andare in porta e salvare il risultato con due parate degne di nota. Ma i tifosi lamentano: dov’è il bomber di una volta? Desaparecido.
Tomassini 6,5: utilissimo sia in attacco che in panchina in veste di allenatore aggiunto quando mister Spataro si avventura nell’incontro. Lotta e suda con la squadra. Tattico.
Di Sabatino 6,5: si muove tantissimo e quando serve si sacrifica anche in copertura. In fase realizzativa pecca un po’ troppo di imprecisione ma la prestazione è ampiamente sufficiente. Motorino.

L’autore de “Il Rompiblog” si scusa formalmente con i lettori per la scarsa attività delle ultime settimane. Recupererò in questi giorni anche con Antropologando…

Pugnalata in extremis per l’Empoli. Quanto tutto lasciava presagire ad uno scialbo pareggio (ma sempre un punto era…) il Chievo a sferrato il fendente all’ultimo minuto.

Uno a zero. Bye bye, tre punti. Niente da fare per le furie empolesi superate di misura dai veneti in quello che sarà ricordato come uno dei match più avari della storia. Partita che ha riscontrato anche l’interesse dei giornali stranieri tanto che il Times ha intitolato: “It can’t be seen!!!”. Traduzione: nun se po’ vedè!!!.

Primo tempo all’insegna dell’equilibrio con il portiere Costantini poco impegnato ma sicuramente in maniera maggiore rispetto al collega veronese che si è intrattenuto col sudoku…

Ripresa marcata Chievo con i gialloblu in possesso del pallino del gioco e vicini al gol in più occasioni. Una clamorosa, con un tiro dalla distanza battezzato fuori da costantini, che si stampa sul palo interno percorrendo tutto lo specchio della porta per spegnersi in fallo laterale. Nella parte finale potrebbe esserci l’arrembaggio empolese ma gli uomini di Spataro latitano al momento del tiro e non approfittano della stanchezza del Chievo (in cinque e senza portiere).

Al 49’ il fattaccio. Da un calcio d’angolo a favore le furie blu subiscono un contropiede del Chievo che va a segno e si aggiudica la vittoria.

Al gol veneto il tecnico Spataro ha reagito uscendo dal campo elargendo commenti del tipo: “Maremma inghirlandata di fave!!!!!”

LE PAGELLE

COSTANTINI 6,5: prova ordinata con qualche sbavatura. Battezza fuori un tiro che colpisce in pieno il palo. Preciso sui rilanci lunghi di mano, sempre controllati agevolmente dagli attaccanti. Scoiattolo .

SERANGELI 7: pilastro della difesa. ci mette qualche minuto a prendere le misure a gli avversari, e dopo si dimostra sicuro e puntuale. gioca tutta la partita a ottimi livelli. qualche imprecisione in fase di impostazione, ma perchè si assume molti rischi giocando di prima. Puledro.

DI SABATINO 7: partita decisa e ordinata. mantiene benissimo la posizione e non disdegna qualche entrata dura. non perde mai palloni e cerca di ripartire subito quando ha la palla tra i piedi. latita in avanti, ma non è una novità tra gli elektroboys. ottima prestazione. Roncola.

CARDACCIO 6,5: partita generosa e piena di spunti. molti lodevoli, altri troppo arzigogolati per essere utili alla squadra. rispetto a Di Sabatino è un laterale più offensivo e cerca con insistenza di creare problemi alla retroguardia clivense. diligente anche in difesa. migliora di partita in partita. Ghirigoro.

TOMASSINI 6,5: fa la boa centrale tenendo molto bene la posizione e sfruttando la sua stazza. non in perfetta forma fisica, riesce ad allungare la squadra con buona continuità. sui rilanci di Costantini ha un paio di occasioni per sbloccare il risultato. poco cadiuvato dai laterali una volta conquistata la palla. Calcaterra.

ASTOLFI (kempes) 6,5: chiamato in causa all'ultimo istante arriva al campo con delle patate al forno ancora da masticare in bocca. è un giocatore molto tecnico e in un paio di occasioni dà prova della sua classe con passaggi precisi e veloci. Potrebbe essere davvero un buon acquisto per i bianco blu. per troppa generosità manca la conclusione due volte, preferendo un passaggio. ha l' attenuante di essere stato lontano dai campi per mesi, ma si vede che ha capito come funziona nella società empolese: nunze tira mai!. Kome sta!!!

SPATARO sv: gioca 5 minuti e poi lascia spazio ad Astolfi e Tomassini. Aggancia un pallone lanciato da Costantini e impensierisce da posizione defilata il portiere di turno. C'è da prendere atto che tra tutti è quello che ha la media "tiro nello specchio" più alta. gioca troppo poco per esprimere un giudizio. Contagocce.

Amichevole in famiglia lunedì sera al “Castellani Chiesetta” per l’Empoli. Il match contro l’Inter è stato infatti rinviato causa ritiro della formazione nerazzurra. Saputa la notizia mister Spataro, che nei giorni scorsi aveva avuto uno screzio con Mancini, ha commentato con stile inglese: “se so cacàti in mano sti bbeduini!”.

Dunque, quale migliore occasione per attrezzare un test in vista delle prime partite? In campo due formazioni decisamente equilibrate e divise solo dal colore: Empoli contro Empoli. In campo anche due elementi “in prestito”: Palomba e bum bum Vallerga.

E, alla faccia dell’amichevole, ne è nato uno scontro fratricida con i toscani decisi a darsele di santa ragione senza esclusione di colpi. La vittoria finale è andata all’Empoli per 7-6 con rete decisiva del rugbysta Vallerga nel finale.

EMPOLI

Vallerga 7: pendolino sulle fasce a mo’ di ala della palla ovale cerca costantemente il tiro in porta nel tentativo di realizzare un gol che lo catapulti nel cuore dei tifosi. E ci riesce, nel finale, con gol della vittoria. Corpulento.
Celestini 6,5: partita un po’ sottotono rispetto alle ultime uscite stagionali ma per il miglior realizzatore stagionale dell’Empoli (pensa come stamo messi…) tanta corsa e anche un gol che non guasta mai. Lambretta.
Serangeli 6,5: sarà per il soprannome Franz, fatto sta che si piazza dietro alla difesa come Beckenbauer concedendosi anche il lusso del gioco di fioretto in fase di rifinitura dimostrando di essersi impratichito con la play station 2 e con i passaggi smarcanti. L1 Δ.
Petrarolo 7: al grido di “uèuè acchà nun passa nusciuno” il folletto del Vesuvio macina chilometri recuperando palloni in maniera impeccabile. E’ già il Gattuso dei Rangers Empolesi. Pacchero.
Di Sabatino 6,5: Spina nel fianco della difesa avversari corre, si impegna e segna anche se commette alcuni clamorosi errori sotto porta. Ma d’altronde non è l’unico, quindi, la prestazione è decisamente nella media. Ispido.

EMPOLI

Palomba 6,5: si piazza tra i pali stoicamente nonostante un fastidioso problema alla spalla e si esibisce anche in pregevoli parate evitando alla sua formazione un passivo più pesante. Number One.
Spataro 6,5: Si destreggia sulle punte come Carla Fracci ai tempi della Scala. Agile come una gazzella, pungente come uno scorpione il mister – attaccante – presidente dell’Empoli dimostra carattere minacciando gli avversari. Johnny Stecchino.
Cardaccio 6,5: pimpante ed estroso ma in alcuni casi poco concreto. Nonostante tutto il centrocampista empolese si distingue per alcuni tocchi interessanti e va pure a segno. Folletto.
Bianco 6,5: “un capitano! C’è solo un capitano!” cantavano sulla tribuna i supporters dell’Empoli nemmeno si trattasse di una partita ufficiale. Sicurezza nella retroguardia ma anche valido aiuto in attacco. Onnipresente.
Salvati 7: che giocatore. Non importa che sia un’amichevole o la finale di un Mondiale, il difensore toscano picchia che è una meraviglia e il pallone è sempre suo. Irruento.