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Si è sempre discusso della sua utilità nel prevenire malattie. Una su tutte l'Aids. Lo hanno pubblicizzato, lo hanno insultato, lo hanno abbandonato e nei giorni scorsi perfino detronizzato del suo ruolo di protagonista nella lotta contro l'Hiv. Ma qualcuno gli ha mai chiesto cosa prova? Cosa pensa? E soprattutto qualcuno gli ha mai fornito l'opportunità di replicare? Il Rompiblog riprendere da lui, dal Preservativo, la serie di interviste impossibili...
Innanzitutto, come se la passa?
“E come me la passo? Al solito, si lavora duro”.



Ah, capisco...

“Senta, glielo dico subito non cominciamo eh?”

Cioè? A fare cosa?
“Non è possibile che ogni cosa che dico viene subito ricondotta a qualcosa di pornografico. Basta con questi doppi sensi continui. Che palle...”

Però lo vede che è lei a servirle sul vassoio d'argento...
“Cosa?”

Le battute.
“A pensavo altro...”

Adesso è lei che fa i doppi sensi...
“Vabbè la finiamo? O vuole continuare all'infinito? Sto cominciando a rompermi”.

Speriamo di no... non sarebbe un bella pubblicità...
“............ touché”.

Senta, torniamo seri e arriviamo al dunque: le ha sentite le parole del Papa?
“Si che le ho sentite...”.

Allora, che ne pensa?
“Mi avvalgo della facoltà di non rispondere...”.

Non gliela concedo...
“Guardi che se parlo il blog lo chiudono nel giro di tre secondi”.

Ho capito, cerchi di moderarsi ma risponda.
“Il Papa è libero di pensarla come vuole, però la scienza ha dalla sua i numeri e su sei miliardi di persone nel mondo non credo che si possa consigliare loro l'astinenza... E' statisticamente poco probabile...”.

Però, pensieri profondi...
“Beh? Solo perché sono un preservativo non vuol dire che non penso o che non uso il cervello. Lo sa che sono pure laureato? E non dica in sessuologia perché stavolta mi incazzo di brutto eh!”

In cosa allora?
“Belle arti... che c'è? Perché mugugna? Cosa fa? Ma che ride? Lei sta ridendo! MI STA PRENDENDO IN GIRO!!!!!!! QUESTO NON E' PROFESSIONALE!!!!!!”

Ho capito, però lei è permaloso! Insomma non fa nemmeno tutto questo lavoraccio no?

“Il mio non è tutto divertimento sa? La mia è una missione, io salvo la gente dall'Aids ha capito? E' una cosa seria sa? Non sono mica un pervertito che pensa sempre e solo a quello. Per me è un lavoro L-A-V-O-R-O, C-A-P-I-T-O? Con questo chiudo, tanto le polemiche che fanno i politici o i giornali su questi argomenti sono come me e i miei colleghi”.

Ovvero?

“Usa e getta...”.



E’ stato, ed è, il tormentone degli ultimi mesi. Il crollo di Alitalia, le cordate, le trattative, i sindacati ecc... Tutti hanno sentito tutti, ogni sindacato (tra 1.569.495 presenti...) ha detto la sua, così come la Cai. In queste ore tutto sembra avviarsi verso la conclusione con la firma di Avia e Sdl. Nessuno, però, ha mai pensato di chiedere il parere a chi l’azienda Alitalia l’ha mandata, la manda e la manderà avanti. I piloti? Direte voi: no. Le hostess? No. Gli aerei. Si, proprio loro. Ed allora il Rompiblog, che dà voce a tutti, ha deciso di intervistarne uno.


Salve, le posso fare qualche domanda?

I-Ich... b-bin... Du b-bist... Er ist... No, no. Proviamo i numeri: eins, zweidrei, vier, fünf, sechs, sieben, acht, neun, zehn”.


Scusi... ma che sta facendo?

“E’? Ah... ehm... no niente... ripassavo il tedesco...”.


Perché?

“Perchè dicono che Lufthansa voglia entrare nella nuova società. Allora per non farmi trovare impreparato...”.


Non è che per caso vuole cambiare compagnia...?

“Chi? Io? Ma no, assolutamente. Sono come i carabinieri: nei secoli fedele”.


Se non sbaglio lei rappresenta altri aerei.

“Si, sono un sindacalista del SAP”.


Sarebbe?

“Sindacato Aerei Precari, diciamo che rappresentiamo... l’ala sinistra della lotta sindacale”.


Come avete vissuto voi aerei tutta questa vicenda?

“Con le turbine che ci giravano e fumavano a go go. Ma lo ha visto che cacchio hanno combinato?”


Chi?

“Tutti! Quelli fanno una società dicendo che salvano la compagnia di bandiera, poi a conti fatti mettono due euro e i debiti li pagate voi italiani. Di quegli altri, tra piloti e personale, non si capisce chi comanda chi: 2000 sigle sindacali per 100 dipendenti”.


Mi sembra arrabbiato...

“Certo che lo sono arrabbiato. Ma lo sa che anni abbiamo passato noi aerei? Ci compravano le gomme del carrello all’Eurospin per risparmiare! Tutto questo mentre quegli str... di Ryanair ci prendevano per la coda (traduzione per i non aerei: per il culo, ndc) e ci rubavano il lavoro!”


Comunque adesso dovreste essere contenti... no?

“Se lo dice lei... forse i più incazzati dovreste essere voi che mettete i soldi per i debiti con le tasse. Ovviamente quei 100 che le pagano... Adesso scusatemi, devo andare. Ho lezione di francese sa com’è con Air France in lizza... Oui, je suis l’avion....”.


Della Rai ne abbiamo viste, e soprattutto sentite, di tutti i colori. C’è chi l’ha definita una cloaca, chi semplicemente vorrebbe buttarla giù e ricostruirla ex novo perché sarebbe più facile... Mamma Rai ci ha insegnato a leggere, ci ha fatto conoscere la lottizzazione e ci ha regalato personaggi come la Carrà... Però l’impressione che si ha da fuori è che, in fondo, nessuno riesca bene a spiegare cosa sia la Rai e che meccanismi la governino. Allora chi meglio del Cavallo di viale Mazzini, emblema storico della tv di Stato, può spiegarcelo?


Salve, posso farle qualche domanda?

“Aspetta ciccio, nun lo vedi che sto in pausa?”


Non l’avevo visto... però può parlare anche se è in pausa, no?

“Ahò guarda che io sto qui pe lavorà, mica a pettinà le bambole sa? Ma lo sai quanto se fatica a sta su du’ zampe tutto er giorno? Hihihihihihihi!!!!”.


Si direbbe che sia l’unico a lavorare qui dentro...

“Eheh! A mohicà, l’hai sentito questo qua? Fa ‘o spiritoso, ce sta a pija per c...”


Scusi, chi sarebbe il Mohicano?

“E’ Gigi l’usciere. Lo chiamamo così perché è l’unico che è entrato in Rai cor concorso pubbbblico regolare. Aho stamo a parlà der ’73!!!! E’ come ‘n fossile... Je volemo tutti bene”.

Allora è vero che qui dentro regna il nepotismo e il clientelismo?

“Er nepo che? Aho ma come parli? Chi t’amparato l’itajano? Biscardi?”

Intendevo la raccomandazione...

“Ah! Er carcio in culo! E parla come magni, sennò nun te capisco! Scusime ciccio, ma da ‘ndo vieni? Qui è tutta ‘na raccomandazione. Io sto qua perché er mi nonno era er cavallo de un capoccia de la Rai”.

Lei è qui da chissà quanti anni.

“Sò uno dei più vecchi, però Baudo ce stava da prima de me”.


Ma qui è proprio tutto tutto lottizzato?

“Certo, ma che te credi che friggemo co’ l’acqua? (traduzione: pensi che siamo degli sciocchi?, ndc) Se semo attrezzati, è tutto un sistema de telefonate, amici dell’amici, trombate”.

L’ultima in ordine di tempo è stata la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. In più si dice che la fiction sul Barbarossa sia stata commissionata da Bossi in persona.

“Ovvio! Qua stamo tutti tra amici e l’amici se aiutino no? A Bossi je piace er Barbarossa? Je famo ficscion sur Barbarossa. A Berlusconi je serve da ‘mbucà na nipote? Je ‘mbucamo a nipote. A me me piace Varennnne e mo me ce fanno ‘na puntata de Sfide... ‘Ndo sta lo scandalo?”

Ma è un’indecenza! Questo è un posto pubblico. Negli altri paesi non succedono queste cose, o almeno non in modo così palese!
“Perché l’arti c’hanno a coscienza zozza! Noi semo sinceri, famo ste cose alla luce der sole. Nun se vergognamo de gnente! Ihihihihihihhihihihihihihihihi A ciccio mo’ scusime che me devo rimette su du zampe... Io lavoro, che te credi!!!!!!!!!! A mohicà prepara la plaistescion che se famo ‘na partita a Fifa 2009, però ‘sta vorta a Maggica Roma me la pijo io!”

Con la faraonica cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino questo pomeriggio (ora italiana si intende) ha finito il suo lungo e tortuoso viaggio e dunque si può godere il meritato riposto. La fiaccola olimpica ha acceso il fuoco più amato da tutti gli sportivi del mondo e nonostante tutto (fuso orario compreso) ha acconsentito a rispondere a qualche domanda.


Fiaccola, stanca?

“Può dillo folte. E’ stata una selata decisamente… accesa”


Soddisfatta?

“Molto, lo stadio ela stlapieno. C’ela tanta gente tutta festosa. E poi adolo infiammale il pubblico”.


Non è stato un periodo tutto rosa e fiori però, vero?

“Schelza?!?! Ma lo ha visto quello che mi è toccato fale? Ne ho passate di tutti i cololi”


Tipo?

“Gente che mi tilava l’acqua addosso, chi mi stlattonava, chi voleva plendelmi a calci, uno mi ha pule sputato!!!!”


Beh, sono rischi che si mettono in conto quando c’è di mezzo un’Olimpiade. Tutti gli occhi sono puntati su di lei e quest’anno sulla Cina…

“Ho capito ma io che c’entlo!? Mica lo cleo io lo smog a Pechino, mica li inflango io i dilitti umani!!!”


Deve ammettere, però, che la Cina non è che abbia fatto tutta questa grande figura a livello internazionale…

“Lo so, mi semblano tutti matti. Pel tutto questo tempo elo scoltata neanche fossi la Legina Elisabetta. Militali di qua, poliziotti di là. E che diamine, un po’ di lispetto! Sono pul semple un simbolo di unione tla i popoli! Mica una tolcia da stadio!”.


Il dibattito è proprio quello lei rappresenta la pace, la Cina un pochino meno. Ha presente il Tibet?

“Gualdi che non sono mica stata accesa ieli, cosa clede? Lo vedo quello che succede pelò se il Cio sceglie la Cina è colpa sua e del mondo politico, mica mia o degli atleti”.


E i boicottaggi?

“Lei sa che anticamente quando allivavano le Olimpiadi le guelle di felmavano? Se vuole pallale di dilitti umani negati in Cina, pelché i capi di govelno hanno aspettato solo ola? Cosa cledono che gli altli giolni sono stati passeggiate di salute? E poi come si fa a chiedele a un atleta, che per quattlo anni pensa solo a quello, di non paltecipale? Lui dovlebbe pagale e combattele battaglie che i politici ignolano. Ma non dovlebbe essele il contlalio????”.


Ok… ok… non si infiammi troppo…

“Scusi… è che sono fatta così. Mi accendo facilmente…”.



Aggiungo, tanto per restare in tema, un'intervista che ho fatto a Giancarlo Peris, tedoforo che accese nel 1960 il fuoco olimpico di Roma. Tiene tra le mani la fiaccola originale, ammetto che quando l'ho toccata ho provato una certa emozione...



Ogni volta che si è parlato di lui, o meglio del suo inno “Canto degl’Italiani” le critiche sono sempre state divise. C’è a chi piace e a chi no. Solo che qualche giorno fa al povero Goffredo Mameli è arrivato un bel dito medio alzato da parte del ministro (sic) Umberto Bossi. Nell’immenso ciarlare che si è creato, però, nessuno ha pensato di far replicare il povero autore genovese. Certo, direte voi, è morto a 22 anni nel 1849! E allora? Il Rompiblog, come accaduto anche con la Costituzione, le interviste non le nega a nessuno altrimenti che “interviste Impossibili” sarebbero?


Signor Mameli lo ha sentito, anzi, lo ha visto Umberto Bossi?

Belìn se l’ho visto…”.



Non era molto d’accordo con il suo Inno…

“Se è per questo non lo è mai stato, mi sembra di capire”.



Troppa Roma in mezzo, dicono, e poi il testo sembra piuttosto datato.

Belìn, è datato si, l’ho scritto nel 1987! Ma che vi aspettavate? A quell’epoca di quello si parlava. A 20 anni ho pensato di scrivere un inno per la nazione che stava nascendo. Se fossi stato ventenne oggi avrei parlato d’altro, che ne so di veline, di Grande Fratello d’Italia ecc… E’ un inno! Non deve essere per forza il più bello del mondo serve a sentirsi uniti, serve a capire che apparteniamo ad una Nazione. Se poi a uno gli piace di più la Marsigliese, vabbè, cambiasse cittadinanza. E poi non lamentiamoci troppo: ma li avete mai sentiti gli altri? Quello austriaco, croato, turco? Canto degl’Italiani non sarà da hit parade, però…”.



Lei ha sempre creduto nell’unità d’Italia, cosa pensa quando sente parlare i leghisti?

Belandi, se parlassi di getto non potrebbe scrivere tre quarti di quello che le dico perché farebbe arrossire uno scaricatore di porto… Comunque non li capisco ‘sti qua, mah… Ai miei tempi c’era gente come Cavour, oggi questa banda di australopitechi”.



Bossi se l’è presa anche con gli insegnanti del Sud, accusandoli di oscurare gli eroi padani.

“Lo so, ha parlato di un giovane padano bocciato. Guarda caso era il figlio che è stato silurato alla maturità per la seconda volta… Studiare no eh?”.



Se un giorno incontrasse il Senatùr cosa gli direbbe?

Besugo”.




L’ho ri-incontrata per caso. Era da tempo che non la vedevo e poi, qualche giorno fa in biblioteca, l’ho vista, la Costituzione. Era in uno scaffale, in mezzo a libroni con le copertine di pelle e le scritte dorate. Lei, invece, era piccola, sgualcita, impolverata come se nessuno la consultasse da decenni… Mi ha fatto pena e così ho deciso di scambiarci quattro chiacchiere…


Scusi ma lei che ci fa qui?

“Eh… e che ci faccio… Faccio la muffa, ecco che faccio…”.


Non mi sembra di buon umore…

“Scusi ma lei dove vive, in Italia o in Papua Nuova Guinea???? Che cosa avrei tanto da ridere?”


Effettivamente… vita dura, eh?

“Molto. Guardi non ce la faccio più. Io non lo so cosa gli è preso questi qui, ogni giorno mi criticano, mi rifilano ceffoni. Quello si fa le leggi come gli pare come se io non esistessi, quell’altro ci manca che si pulisca il c… con la bandiera tricolore. Ma secondo lei è normale o sono io che, a 60 anni, sono diventata rincoglionita?”.


Si sente ferita?

“E vorrei vedere! Ma lei se lo ricorda quando Berlusconi ha detto che io ero vecchia e figlia di una visione comunista??? Tutto è iniziato da lì, da quel momento in poi si è andati avanti senza tenermi minimamente in considerazione. Non gliene frega niente nemmeno se i giudici dimostrano che le leggi che fanno vanno contro di me. Dicono ‘sti ca…’ e vanno avanti. Si lamentano tanto ma poi se possono dire tutte le imbecillità che sparano quotidianamente è anche grazie a me, o no? Ce lo dimentichiamo l’articolo 21???? Ma non è solo questo che mi fa male”.


Cos’altro?

“L’indifferenza della gente. Ma lei lo sa che se negli altri paesi d’Europa qualcuno si azzarda a toccare qualcuna delle mie colleghe, succede il finimondo? Le è mai successo di vedere qualche premier straniero sognarsi minimamente di offendere, o andare contro la costituzione del proprio paese? In Inghilterra non ce l’hanno nemmeno la costituzione, quasi quasi mi candido per il posto e poi non lamentatevi della fuga di cervelli all’estero…”.


Il problema è che forse molta gente non La conosce per niente…

“E qui la volevo. Nelle scuole non esisto, per lo meno in molte. L’educazione civica c’è, ma non si vede. Non si studia. O nei programmi scolastici è previsto il Diritto oppure nada, nisba. Ma sbaglio o i miei 139 articoli regolano la vita di TUTTI i cittadini italiani? Lei, per esempio, quando mi ha studiato?”


Ventuno anni, esame di Diritto Pubblico…

“LO VEDE!!!!!!!! Ma le sembra possibile che nelle scuole dell’obbligo non si studi la Costituzione?!?! E’ assurdo, poi ti credo che tutti mi snobbano e non mi difendono…”.


Cosa pensa di fare?

“Non lo so… sono delusa e stanca ed ho paura che la mia fine possa arrivare presto… Speriamo che gli Italiani si sveglino”.


Speriamo.