Una lezione di giornalismo da Lirio Abbate

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Ci sono giornalisti che rimarresti ad ascoltare per ore e ore. Uno di questi è Lirio Abbate. Ieri era a Civitavecchia per ricevere il premio "Libera Informazione - Memorial Sandro Mecozzi" giunto alla seconda edizione dopo essere andato lo scorso anno a Marco Travaglio. Il giornalista dell'Espresso (ma anche di Ansa e La Stampa) che da anni racconta nelle sue inchieste il rapporto tra politica e mafia ha spiegato ai presenti l'importanza del lavoro giornalistico libero, della necessità di "ricordare per poter costruire un futuro migliore". 
Abbate, che ha scritto insieme a Peter Gomez il libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" subendo anche minacce che lo costringono a vivere sotto scorta, ha raccontato anche come è nata una delle ultime sue inchieste, quella sulla Menarini. 
"Il ruolo che svolgono gli investigatori e i magistrati – ha detto – ha forza solo se ognuno di noi, giornalisti compresi, lo supportano. Anche nel Lazio si sta facendo strada un'usanza del Sud. Si vedono sempre più dei personaggi che di fatto controllano il territorio e magari si sostituiscono alle autorità. E poi magari li vediamo a braccetto con politici i quali poi dicono che non sapevano che quelle persone erano mafiose. Ma non sono credibili perché tutti i politici conoscono il proprio elettorato. Ecco, il vostro territorio può ancora liberarsi da queste situazioni se la stampa compie il suo dovere e fa nomi e cognomi”.

Questo è il video integrale del suo intervento. Guardatelo perché, secondo me, merita. 
sabato 19 novembre 2011


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1 commento:

max ha detto...

Non posso che esseredaccordo con te... MERITA, notevolmente MERITA!!!